CONOSCERE GLI INSETTI

Scopriamo gli insetti nocivi e le loro abitudini.

Pillola per i viaggiatori – giugno 2021

Zecche – Italia ed Europa

Forse non tutti sanno che il morso delle zecche può risultare nocivo non solo per gli animali, ma anche per gli esseri umani. Le zecche, infatti, sono tra le responsabili della cosiddetta arbovirosi, ovvero zoonosi trasmesse da vettori artropodi (come ad esempio zanzare, zecche e flebotomi o pappataci). Di per sé, il morso della zecca non sarebbe pericoloso per l’uomo, se non fosse per il rischio di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori di patogeni. Infezioni che possono risultare anche gravi.
L’inizio della bella stagione segna anche il periodo durante il quale le zecche abbandonano lo stato di quiescenza invernale e si avviano alla ricerca di un ospite. Il ciclo biologico delle zecche può compiersi su uno stesso ospite oppure su due o tre ospiti diversi e si sviluppa in quattro stadi: uovo, larva, ninfa e adulto. Dopo la schiusa delle uova, il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue, sia per le femmine che per i maschi. Le femmine adulte, inoltre, necessitano del pasto di sangue per la maturazione delle uova.
Le zecche si dividono in due diverse famiglie: Ixodidi, o zecche dure, e Argasidi, o zecche molli. In Italia e in Europa le specie più diffuse e rilevanti da un punto di vista sanitario sono Ixodes ricinus (la zecca dei boschi), Rhipicephalus sanguineus (la zecca del cane), Hyalomma marginatum e Dermacentor reticulatus. In particolare, gli Ixodidi sono in grado di trasmettere all’uomo gli agenti patogeni responsabili di alcune patologie, come l’encefalite da zecca o Tbe, la borreliosi di Lyme (entrambe trasmesse principalmente dalla zecca dei boschi), le febbri bottonose da rickettsiae (trasmessa prevalentemente dalla zecca del cane), l’ehrlichiosi, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi e l’encefalite virale. Gli Argasidi sono vettori di patologie quali le febbre ricorrente da zecche e febbre Q.
Esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o almeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia. In generale, è consigliato:
  • indossare abiti chiari (che rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello;
  • evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta;
  • al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi;
  • trattare sempre i cani con appositi prodotti contro le zecche, soprattutto a ridosso di una escursione;
  • controllare, scuotere ed eventualmente spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni per poi lavarli.
Inoltre, per un’ulteriore protezione, in commercio esistono repellenti per insetti molto utili contro le zecche (a base di DEET o N-dietiltoluamide e Icaridina o KBR3023).
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