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Pillola per i viaggiatori giugno 2020

Malaria in Europa

La malaria non comporta più un problema sanitario rilevante come in passato, tuttavia in Europa esistono alcune categorie ancora a rischio, come i viaggiatori diretti nelle zone endemiche oppure gli operatori sanitari, che dovrebbero prestare una particolare attenzione a questo problema. È di fondamentale importanza, quindi, mantenere un costante controllo della malattia e mettere in atto le giuste misure di prevenzione, considerando che nel corso del 2018 sono stati comunque registrati 8.349 casi di malaria in Europa.   Va tenuto presente, però, che solo 14 di questi casi sono stati riportati come acquisiti al livello locale, mentre il restante 99,8% sono risultati associati a viaggi in aree particolarmente colpite dalla malattia.   Per maggiori informazioni riguardanti l’epidemiologia della malaria in Europa, sono disponibili online informazioni aggiornate in base ai dati pubblicati dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) nell’Annual Epidemiological Report, disponibile al seguente link
https://www.epicentro.iss.it/malaria/epidemiologia-europa?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=28maggio2020  
Analizzando quanto evidenziato nel Report, l’attuale condizione è così sintetizzabile:
  • Sono stati rilevati 349 casi di malaria in 30 Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio economico europeo, pari a 1,2 casi per 100.000 abitanti. Il maggior numero di casi è stato rilevato in Francia e in Regno Unito.
  • Il 99.8% dei casi sono risultati associati a viaggi in aree endemiche, mentre 14 casi sono stati riportati come acquisiti localmente. In particolare sono stati evidenziati: 10 casi di Plasmodium vivax in Grecia ; 1 caso di falciparum e 1 di infezione mista P. malariae e P. ovale in Spagna; 1 caso di specie non nota in Francia e 1 di P. falciparum in Italia.
  • In tutti i Paesi si rileva un marcato andamento stagionale che raggiunge il picco nel periodo corrispondente alle vacanze estive, idealmente da luglio a settembre.
  • La maggior parte dei casi di malaria in Europa sono direttamente collegati a viaggi in Africa, in modo particolare in Africa occidentale.
Inoltre, notiamo che una parte sostanziale dei casi si sono verificati tra immigrati provenienti da Paesi endemici e tra quelli di ritorno dal loro paese d’origine dove si erano recati per visitare amici e parenti.   Le precedenti segnalazioni, nonostante siano isolate, mostrano come la trasmissione locale di P.vivax in alcuni Paesi europei sia sempre possibile e attuale. Questo è possibile poiché sono presenti alcune specie di Anopheles che contribuiscono alla diffusione della malattia. Per questo, è necessario che tutti i Paesi dell’Unione Europea incentivino attività di sorveglianza continua, preparazione e prevenzione.
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